Categoria: Storie

etiqette è vivo. un blog etico e sostenibile

“stanotte
ho sognaaaatto

che facevamo un sito di riciclaggio etcetc
e si chiama

ETIQette

mo registro il sito”

 

era il 18 Febbraio 2010.

Il dominio l’ho comprato il giorno stesso, ma poi le vicende della vita e del lavoro me lo hanno fatto tenere spento lì per un po’ di tempo, fino a ottobre 2011, quando ho cominciato a scriverci sopra robe di marketing e social media, di cose che stavo studiando al momento.

In mezzo ci erano stati due cambi di lavoro, un periodo di disoccupazione, un matrimonio (viva!), un marito in cassa integrazione e il progetto di una casa.

E poi etiqette è stato anche un progetto creativo condiviso, un sito/casa dove potere lavorare in due, per raccontare cose soprattutto di musica e parole, un ufficio stampa di produzione musicale con nuovi media e interazioni da gestire. Quel progetto è stato anche in un altro blog, chissà perché, e ora è qui negli articoli dell’autore etiqappunti.

Ma poi le vicende della vita e del lavoro lo hanno tenuto ancora in stand-by fino a oggi.

In mezzo c’era stata una lunga disoccupazione, un periodo da free-lance, un nuovo lavoro e poi un progetto imprenditoriale in piedi ancora oggi. Una casa da costruire, una da ristrutturare, un orto e una campagna da curare, i viaggi, la bici e gli amici.

In mezzo ci sono stati tanti, troppi blog scritti per far parlare gli altri, per dar voce ai brand paganti, per lanciare un prodotto, un’attività, per raccontare in modo efficace la vita di qualcun altro e mai questa, quella che era nel progetto di etiqette.

Da oggi allora si ricomincia con il blog etico e sostenibile di etiqette, che non è un blog di riciclaggio di denaro sporco, ma un blog in cui raccontare come stiamo cercando di affrontare la vita in modo etico e sostenibile, senza estremizzare, con leggerezza e impegno. mangiando, camminando, riciclando, pedalando.

Alla ricerca di sedie: come è entrata in casa la sedia basculante

sedia varier variable basculante

Ci sono cose in casa per cui vale la pena spendere un po’: le lampade a led, le valvole termostatiche, le finestre, le pentole e le padelle eterne.
Se poi la vostra casa funziona anche come studio/ufficio, cioè se passate tutto il giorno dietro allo schermo del pc a fare e scrivere cose che i vostri genitori non capiscono, avrete bisogno di altre tre cose: una connessione veloce, una scrivania grande sui cui lavorare mangiare prendere appunti e una sedia o uno sgabello basculante.

Sulla prima cosa della lista ho poco da dire: la fibra arriva a casa vostra? Bene, tutto il resto è noia.
Sulla grandezza della scrivania non ho dubbi: deve essere il più grande possibile, con una buona luce, spazio per decine di portapenne con penne che non usate più e per tenere in carica tutti i dispositivi elettronici che avete (in contemporanea ovviamente) e con una bacheca consolante dove tenere cose belle, facce belle e appunti indimenticabili.

Sulla terza prima o poi ho intenzione di scrivere trattati interi con titoli acchiappaclic tipo ‘Sconfiggi la cervicale dondolando’ o ‘Mille e una contorsioni sotto la scrivania’ o ancora ‘Scopri come eliminare la cellulite seduta alla tua scrivania!’ (ora vado a registrare gli appositi domini, così non mi potete rubare i titoli…), intanto mi porto avanti con un articolo di blog.

La dimensione lavorativa di free-lance non ti permette di vivere decentemente ma ti permette di scaricare le spese e di preoccuparti della tua salute (ché figurarsi se un datore di lavoro si preoccupa della tua schiena o della tua cervicale) e dopo molto patire alla ricerca di una sedia giusta mi sono regalata una sedia basculante, conosciuta da noi in tempi passati come la sedia Stokke, ossia la sedia Varier Variable. Oggi il marchio Stokke è rimasto solo per la linea bambini (che comprende il famoso e famigerato trespolo seggiolone evolutivo Tripp Trapp, culle e lettini, passeggini da fuoripista e altre utilità di design) mentre le sedute sono sotto il marchio Varier.

Come mi ci trovo? Dopo 3 anni di uso pieno e quotidiano posso dire ‘molto bene’. Il mio problema principale con le altre sedie era un fastidioso dolore cervicale soprattutto alla sera, problema che è totalmente scomparso. Ovviamente per abituarsi a basculare ci è voluto un po’: la prima settimana si perde l’equilibrio ad ogni movimento, però il corpo si adatta, assume una nuova postura e incomincia automaticamente a dondolare. Purtroppo la prova di un pomeriggio non  basta per rendersi conto dell’effetto, perchè la comodità si raggiunge solo dopo un po’. Il consiglio è di acquistarla e se proprio non riuscite a trovare la vostra dimensione rivendetela, intanto si rivende bene anche a prezzo pieno (non se ne trovano molte usate).

Il colore che vedete nella foto è Ruggine con telaio nero. Il prezzo è un po’ caro e purtroppo non c’è modo di trovarla a prezzo inferiore, neanche online (iscrivetevi però alla newsletter perché per il black friday ci sono delle offerte interessantissime!). Anche i tempi di acquisto, per alcuni colori particolari sono molto lunghi, perciò preparatevi ad aspettare, o a prendere il colore disponibile.

una volta i vip di twitter erano altri

Era bello quando quando le twitstar italiane erano giornalisti, esperti di web e politici illuminati. Ora la lotta è tra cantantesse, facce da tv e commedianti vari.

Il web è democratico, ma la classifica rivela una percezione del mezzo gossippara e voyeristica, come d’altronde la gran parte dei media generalisti italiani.

Starà diventando anche Twitter generalista?

Il ROI dei social media

Il web marketing strega le aziende con i suoi numeri: concreti. niente più prospettive, proiezioni e dati generici. ho pagato una parola chiave 0,80 cent al clic e ora, dopo 100 clic, ho 1 form compilato (ché poi spiegarlo ai direttori commerciali, agli amministratori e alle varie teste ‘pensanti’ di un’azienda non è poi così facile).

Cioè il web come lo conoscevamo prima dei social network. Prima delle digital PR.

Oggi le cose sono un po’ differenti. L’investimento sui social network – gestione, creazione di contenuti, customer care – non ha un ROI quantificabile immediatamente, ma ha una visibilità  ben misurabile. Possiamo contare i Like, i Friends, ma se il nostro muro è visibile e trasparente, avremo anche altre migliaia di utenti che consultano la nostra pagina in cerca di informazioni. Niente di quantificabile numericamente, ma percebile nel ritorno dell’immagine.

ilike o no?

La maggiorparte degli ‘i like’ su facebook sono concentrati su post, muri, foto e commenti, mentre quelli dedicati a marchi e prodotti commerciali sono decisamente in numero minore.

Questo perchè gli utenti comprendono l’obiettivo puramente commerciale delle pagine prodotto e danno fiducia solamente alle aziende che, con la loro presenza sul social network, offrono di più.

Se come utente/cliente ti concedo un ‘i like’ non è perché voglio la tua amicizia, ma perché voglio qualcosa di più: promozioni online, informazioni immediate e di prima mano, assistenza in tempo reale. Privilegi che posso ottenere solo sui social network.

Le parole sono importanti

le parole sono importanti

le parole sono importanti, bisogna usarle con cura, trattarle con amore, non sprecarle e soprattutto usarle nella maniera giusta, come urlava Nanni Moretti in Palombella Rossa. Era il 1989 e Moretti lanciava un’invettiva contro il linguaggio vuoto e preconfezionato, quello che va di moda ancora oggi, che riempie i social.

 

cinquecentoquarantamila circa. il record di commenti a un post di facebook è italiano.

è il record della fuffa, delle parole inutili, dei bit sprecati, di rumori inutilli di tastiera e di inquinamento digitale.

l’obiettivo era entrare nel guinness, ed è stato raggiunto.

ma servono veramente tutte quelle parole per dire qualcosa di importante?

Votare al referendum: 26.056.352 +1: 1 e 1/2 a testa e abbiamo vinto.

Secondo le statistiche Istat la popolazione votante italiana è di 50.112.703. Il nostro quorum per il referendum è quindi di 26.056.352 +1

In tv ovviamente non si parla di referendum, o se ne parla poco, o se ne parla male. Insomma non si capisce.

Però c’è il web, e sul web ci sono mezzi nazionalpopolari quasi come la tv. Uno a caso: facebook.

In Italia gli utenti attivi su facebook sono 19.208.440 (dato aggiornato al 19/04/2011 su Checkfacebook). Togliamo il 19% di minorenni. Arriviamo a 15.558.837.

Togliamo quella percentuale che per ideologie politiche conformi al partito attualmente in maggioranza al governo è avverso al referendum. Secondo il sondaggio di EMG per LA7 del 18/04/2010 sono circa il 42,1% della popolazione dato che però va normalizzato calcolando anche gli astenuti.

Abbiamo dunque il 31,9% che per appartenza politica vuole centrali nucleari, acqua privata e leggitimo impedimento (che vita grama). 4.963.269. Togliamo pure questi.

Arriviamo a 10.595.568 – utenti facebook attivi maggiorenni che non votano la maggioranza.Questo è il nostro obiettivo: andare tutti e 10 milioni a votare, il 12 e il 13 giugno.

Quindi ricordare costantemente a tutti i nostri amici che BISOGNA ANDARE A VOTARE.

Ma facebook non è l’universo, e per raggiungere il quorum mancano ancora 15.096.785.

Vuol dire che ognuno di noi deve portare almeno un votante e mezzo dei non iscritti a facebook. e ovviamente fargli votare SI.

E se siete fuori sede ricordatevi che potete votare al Referendum in una città diversa da quella di residenza offrendovi come rappresentante di lista.