Categoria: Storie

Il ROI dei social media

Il web marketing strega le aziende con i suoi numeri: concreti. niente più prospettive, proiezioni e dati generici. ho pagato una parola chiave 0,80 cent al clic e ora, dopo 100 clic, ho 1 form compilato (ché poi spiegarlo ai direttori commerciali, agli amministratori e alle varie teste ‘pensanti’ di un’azienda non è poi così facile).

Cioè il web come lo conoscevamo prima dei social network. Prima delle digital PR.

Oggi le cose sono un po’ differenti. L’investimento sui social network – gestione, creazione di contenuti, customer care – non ha un ROI quantificabile immediatamente, ma ha una visibilità  ben misurabile. Possiamo contare i Like, i Friends, ma se il nostro muro è visibile e trasparente, avremo anche altre migliaia di utenti che consultano la nostra pagina in cerca di informazioni. Niente di quantificabile numericamente, ma percebile nel ritorno dell’immagine.

ilike o no?

La maggiorparte degli ‘i like’ su facebook sono concentrati su post, muri, foto e commenti, mentre quelli dedicati a marchi e prodotti commerciali sono decisamente in numero minore.

Questo perchè gli utenti comprendono l’obiettivo puramente commerciale delle pagine prodotto e danno fiducia solamente alle aziende che, con la loro presenza sul social network, offrono di più.

Se come utente/cliente ti concedo un ‘i like’ non è perché voglio la tua amicizia, ma perché voglio qualcosa di più: promozioni online, informazioni immediate e di prima mano, assistenza in tempo reale. Privilegi che posso ottenere solo sui social network.

Le parole sono importanti

le parole sono importanti

le parole sono importanti, bisogna usarle con cura, trattarle con amore, non sprecarle e soprattutto usarle nella maniera giusta, come urlava Nanni Moretti in Palombella Rossa. Era il 1989 e Moretti lanciava un’invettiva contro il linguaggio vuoto e preconfezionato, quello che va di moda ancora oggi, che riempie i social.

 

cinquecentoquarantamila circa. il record di commenti a un post di facebook è italiano.

è il record della fuffa, delle parole inutili, dei bit sprecati, di rumori inutilli di tastiera e di inquinamento digitale.

l’obiettivo era entrare nel guinness, ed è stato raggiunto.

ma servono veramente tutte quelle parole per dire qualcosa di importante?

Votare al referendum: 26.056.352 +1: 1 e 1/2 a testa e abbiamo vinto.

Secondo le statistiche Istat la popolazione votante italiana è di 50.112.703. Il nostro quorum per il referendum è quindi di 26.056.352 +1

In tv ovviamente non si parla di referendum, o se ne parla poco, o se ne parla male. Insomma non si capisce.

Però c’è il web, e sul web ci sono mezzi nazionalpopolari quasi come la tv. Uno a caso: facebook.

In Italia gli utenti attivi su facebook sono 19.208.440 (dato aggiornato al 19/04/2011 su Checkfacebook). Togliamo il 19% di minorenni. Arriviamo a 15.558.837.

Togliamo quella percentuale che per ideologie politiche conformi al partito attualmente in maggioranza al governo è avverso al referendum. Secondo il sondaggio di EMG per LA7 del 18/04/2010 sono circa il 42,1% della popolazione dato che però va normalizzato calcolando anche gli astenuti.

Abbiamo dunque il 31,9% che per appartenza politica vuole centrali nucleari, acqua privata e leggitimo impedimento (che vita grama). 4.963.269. Togliamo pure questi.

Arriviamo a 10.595.568 – utenti facebook attivi maggiorenni che non votano la maggioranza.Questo è il nostro obiettivo: andare tutti e 10 milioni a votare, il 12 e il 13 giugno.

Quindi ricordare costantemente a tutti i nostri amici che BISOGNA ANDARE A VOTARE.

Ma facebook non è l’universo, e per raggiungere il quorum mancano ancora 15.096.785.

Vuol dire che ognuno di noi deve portare almeno un votante e mezzo dei non iscritti a facebook. e ovviamente fargli votare SI.

E se siete fuori sede ricordatevi che potete votare al Referendum in una città diversa da quella di residenza offrendovi come rappresentante di lista.