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Il nuovo romanzo di Paul Auster in per punti e per punteggi, secondo me.

4  – l’idea. non si può fare a meno di pensare che Paul Auster abbia trovato un’idea geniale, e che abbia costruito intorno a questa idea un romanzo complicato e allo stesso tempo semplice come una storia a bivi di Topolino.

3 – la pratica. le idee in teoria sembrano tutte buone (e infatti sono idee), ma la realizzazione spesso non è così buona. e invece 4 3 2 1 è un romanzo (anzi 4) avvincente e con una scrittura meticolosa, artigianale, dove i personaggi camminano per la loro strada girando a piccoli bivi, sovrapponendosi per poco (come nel caro Slinding Doors) e vivendo in parallelo tutte le vite che ognuno vorrebbe vivere.

2 – il baseball. non è la prima volta che Paul Auster mi perde quando si perde nel baseball. non so, non è una questione culturale è proprio una narrazione che trovo inutile.

1 – la noia. sì perchè le mille pagine a volte, con il loro girare e rigirare sulle stessa basi annoiano, anche se sono scritte da Paul Auster.

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