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Myanmar o Birmania: cose da sapere prima di partire

è stato molto bello, ma non è stato facile. abbiamo trovato una povertà che non ci aspettavamo, accompagnata da sorrisi enormi, paesaggi mozzafiato e scorci urbani desolanti. Ma ci sono delle cose che voglio appuntare, da ricordare e da raccontare.

Prima di tutto: Myanmar o Birmania? Per ragioni politiche, cioè un’avversione al regime che ha imposto il nuovo nome preferisco usare il nome storico, cambiato nel 1989, e la sua versione inglese, Burma.

Trasporti
Spostarsi in Birmania, se si è turisti, è abbastanza facile: ci sono voli low cost che raggiungono in un’ora tutte le località in cui i turisti sono graditi. Se invece si vuole uscire un po’ dal seminato tutto si fa complicato (forse perchè non è molto gradito il turista fai da te che guarda, parla, etc): non ci sono trasporti pubblici, se non le mitiche ferrovie birmane, risalenti alla colonizzazione inglese, e prendere un pullman vuol dire essere pronti a stare 14 ore seduti per fare 400 km, su strade sterrate, con l’aria condizionata fissa a 15 gradi mentre fuori ce ne sono 35, con la polizia che controlla documenti e passeggeri ad libitum (4 volte nel nostro viaggio di 400 km). In città poche macchine private, pochi bus pubblici, solo taxy. Nei villaggetti carretti a cavallo e risciò. A Bagan siamo anche riusciti ad affittare due bici sgangherate per guardare con tranquillità le zone meno turisti.

Acqua
In Birmania, escludendo le grandi città, non c’è acqua corrente: nei villaggi più fortunati l’acqua per bere si prende dai pozzi, nelle zone aride l’acqua potabile viene distribuita in bidoni. Per tutto il resto c’è l’acqua del fiume; tutto il resto vuol dire lavarsi, cucinare, innaffiare, dissetare gli animali, senza discriminazioni tra dove si scarica e dove si attinge.

Elettricità
La Birmania ha notevoli risorse petrolifere, sfruttate con accordi ad hoc da multinazionali che hanno fatto affari con la giunta militare; l’elettricità però in alcune zone è un lusso a intermittenza. Le infrastrutture sono pali di legno con milioni di fili attaccati, fili penzolanti ai quali ogni tanto si sbatte la testa. Niente lampioni, niente televisori, buio pesto e stelle in evidenza, molto romantico per una vacanza, non molto comodo per viverci.

Il piccolo veicolo: il buddhismo Theravada
In Birmania la maggioranza della popolazione è buddista, e pratica il buddismo theravada (differente dal più noto buddhismo mahayana; ma la storia è lunga, wikipedia la spiega meglio di me). In particolare la tradizione birmana è vissuta sentitamente soprattutto nel monachesimo: tutti i birmani buddisti (89%) almeno una volta nella vita devono farsi monaci, cioè vivere l’esperienza della vita in convento. Questo fa si che le cerimonie relative all’entrata in convento siano sentite come e più dei sacramenti nella religione cattolica: si organizzano vere e proprie feste di paese e la comunità partecipa offrendo qualsiasi tipo di bene possa servire al monaco e al convento. è impressionante vedere come in un paese così povero sia preoccupazione di tutti dare da mangiare ai monaci e pensare al loro sostentamento.

Monk e Nun
Nel buddhismo theravada non ci sono solo i monaci ma anche le suore, anche se nel loro caso non si ha una cerimonia di ordinazione e nessuno obbligo. Le ragazze possono entrare in convento molto piccole, come del resto i ragazzi, e frequentare lì la scuola. Seguono gli stessi ritmi di meditazione e questua degli uomini ma con delle piccole differenze: ai monaci si possono donare cibi pronti, alle donne invece solo cibi da cucinare…

Superstizione
Oltre al buddhismo in Birmania c’è una corrente animista molto forte: si venerano anche i nat, gli spiriti, e si crede molto nell’astrologia e nell’influenza che stelle e stregoni possono avere nella propria vita. A volte gli stregoni sono talmente potenti da cambiare il corso della storia, come quella volta che un consigliere disse al generalissimo che ‘sarebbe arrivato un pericolo da destra’: da allora il senso di marcia delle automobili è cambiato. Prima le macchine avevano il volante a destra e guidavano occupando la corsia di sinistra, come in Gran Bretagna e nelle ex colonie; dopo la premonizione hanno dovuto occupare la corsia di destra: il risultato è che ci sono sia macchina con la guida a destra, sia macchine con la guida a sinistra che si arrabbattano cercando di mantenere sempre la destra.

Uomini con la gonna
Ovvero il Longyi, la gonna tradizionale birmania indossata dagli uomini. Tutti la indossano, dai bambini che vanno a scuola ai vecchietti. E i turisti non sono da meno: dopo il secondo giorno in Birmania tutti indossano il longyi, liberati finalmente dal pregiudizio sulla gonna e apprezzata la sua comodità.

Thanaka, ovvero il cosmetico più usato in Birmania
Ci sono cose per cui la Birmania rimane autentica, e una di queste è sicuramente la thanaka, la crema protettiva che tutte le donne e la maggiorparte dei ragazzi si spalmano tutti i giorni. La thanaka è ricavata dalla corteccia di un albero (Limonia acidissima) e viene spalmata in abbondante quantità per proteggersi dal sole.

Betel
Denti nere e labbra rosse: questo è il risultato della masticazione del betèl, oltre alle numerosissime chiazze su pavimenti e superficie vari. Il betèl è una specie di droga nazionale legale, che viene masticata da tutti gli uomini da 16 anni in su. Si tratta delle noci di una palma locale (Areca catechu) che vengono spezzate, aromatizzate e mescolate con colla di riso e poi ripiegate dentro una foglia. Il risultato è un cartoccetto verde venduto a tutti gli angoli delle strade che viene masticata e sputato con una frequenza imbarazzante.

Plastica (maledetta)

Il primo segno del consumismo arriva con la plastica: è desolante trovarla ammucchiata dietro una pagoda, nel letto di un fiume, sotto una palafitta, ammassata nell’angolo di un lago, ed è ancora peggio vederla sotto una casa e sentirla bruciare con il suo odore tossico. Ci seppellirà prima o poi.

 

NdR

myanmar o birmania

Per il prossimo viaggio NON comprare la Lonely Planet: sta diventando ormai sempre di più solo una lista di informazioni già vecchie. Piuttosto leggere la letteratura di qualsiasi tipo! Per questo viaggio in Myanmar o Birmania abbiamo imparato più da Orwell (Giorni In Birmania, il suo primo libro, illuminante sulla vita nelle colonie inglesi e anche sulla formazione dell’autore) e da Cronache Birmane di Guy Delisle che dalla guida. E da Terzani, che con alcune pagine di ‘Un indovino mi disse’, ci ha illuminati su spiriti e superstizioni.

 

Monte Gennaro Trekking

Uscire alle 10 di mattina con il tuo compagno/compagna e due amici e salire a piedi fino alla cima di Monte Gennaro (1271m s.l.m.).

Mangiare un panino con gli avanzi della grigliata della sera precedente, e ripartire. Attraversare un altopiano carsico, ricoperto d’estate da erba finissima rasa dagli animali da pascolo, e trovarlo invece coperto di neve.

Guardare i riflessi del sole.

Incamminarsi verso casa.

Si son fatte le 18:30.

E’ la vita che voglio fare.

monte gennaro trekking

Orario inizio Monte Gennaro Trekking: 01/26/2013 09:55

Orario fine: 01/26/2013 18:22

Distanza: 15,7 km (08:10)

Tempo movimento: 04:41

Media segmento attuale: 1,9 km/h

Media veloc. mov.: 3,3 km/h

Altitudine minima: 304 m

Altitudine massima: 1327 m

Velocità di salita: 275,9 m/h

Velocità di discesa: -299,3 m/h

Guadagno di elevazione: 1054 m

Perdita di elevazione: -1038 m

Tempo di salita: 03:49

Tempo di discesa: 03:28

Le Lande in bici (pieghevole)

L’idea l’abbiamo già raccontata nel post precedente, qui raccogliamo invece le note di viaggio per chi volesse cimentarsi in questo bellissimo giro delle Lande in bici (non necessariamente in bici pieghevole…).

  • Dove: Lande (Aquitania, Francia)
  • Percorso: Bordeaux, Lacanau, Lacanau Ocean, Andernos les bains, La Teste de Buch, Dune du Pyla, Biscarrosse, Mimizan, Contis les bains, Lit et Mixe, Morcenx (il link alla mappa del percorso)
  • Quando: Agosto 2012
  • Come: in bici pieghevole con ruote da 20′, 7 marce
  • Difficoltà: facile
  • Allenamento necessario: nessuno, pappamolla
  • km percorsi: 350
  • giorni: 11 (inclusi viaggi A/R da e per Roma)
  • Clima: molto caldo, fino a 38°C (ma era una stagione eccezionale, in genere fa un po’ più fresco)
  • Spirito: relax assoluto, fare bei bagni, assaggiare le specialità culinarie del luogo
  • Equipaggiamento: zaino da 35 litri (legato al portapacchi della bici), 3 magliette, 3 mutande, 3 calzini (si lava nel bagno dell’alloggio ogni 2gg, quindi meglio scegliere quelli col bagno in camera), felpa, k-way, qualche attrezzo (chiave universale, brugole), camera d’aria di riserva, pompa, borraccia, ciabatte, asciugamani in microfibra.
le lande in bici
andernos les bains

Consigli per chi vuole fare il giro delle Lande in bici:

  • Consigliato a chi ama i paesaggi di mare. Spiagge immense, anche totalmente deserte. Mare grosso, dove però è quasi sempre possibile fare il bagno (meglio nelle spiagge sorvegliate dai baywatchers). Per il resto non c’è tantissimo da vedere (non ci sono chiese-borghi-torri-musei).
  • Il percorso è semplice, quasi totalmente su pista ciclabile con asfalto più o meno nuovo. Tutta pianura, un pochino di collina.
  • La Duna di Pyla è un sito spettacolare e da vedere ma stracolmo di turisti. Cercate di andare al mattino presto o al tramonto.
  • Non perdetevi il bacino di Arcachon. State almeno due giorni per capire come si vive con la marea che prosciuga letteralmente il bacino e lascia le barche a secco. Visitate almeno un villaggio ostricolo, anche se non amate le ostriche.
  • Sempre nel bacino di Arcachon fate il giro in bici del parco ornitologico a Le Teich: un paio di chilometri su una lingua di terra in mezzo ad un incredibile paesaggio lunare.
le lande in bici
duna di pyla

Cibo:

  • Da non perdere le specialità locali: le Ostriche, l’Anatra Confit e il Foie Gras
  • Sulla costa il pesce è cucinato decentemente.
  • Il Vino, neanche a dirlo, è ottimo. Bianco, Rosso o Rosato bello fresco, non ci hanno mai deluso pur non spendendo mai cifre elevate (con 15-20 euro si beve un buon vino)
le lande in bici
contis les bains

Consigli generali per il cicloturista:

  • Prenotate gli alloggi o perderete due ore al giorno per cercarne uno che non sia sperduto, troppo caro, troppo topaia.
  • Se avete un gps o telefonino col gps, usatelo. Tracciate la vostra rotta (ad esempio con OruxMap) e condividetela su uno dei tanti siti disponibili (gpsies.com, per esempio) come abbiamo fatto noi. Mettete una stellina sull’alloggio che dovete raggiungere. Quando siete stanchi vi farà comodo sapere già dove dovete andare.
  • Quando pedalate: niente sulle spalle. Noi viaggiamo con zaino 35 litri legato con una “cinghia fissaggio con tensore” sul porta pacchi e una borsetta leggera (con portafogli, macchina fotografica e borraccia) legata sul manubrio.

Buon viaggio.

Les Landes a velò, ovvero scoprire l’Aquitania in bicicletta

scoprire l'Aquitania in bicicletta

Come ci siamo finiti a scoprire l’Aquitania in bicicletta non lo so nemmeno io. Gli ingredienti nel frullatore entropico non erano molti, ma sicuramente limitanti. L’elenco comprendeva:

  • 2 bici pieghevoli, adatte quindi a ogni tipo di trasporto ma allergiche per natura alle salite;
  • preferenza per il clima temperato oceanico (quindi no solleone, si all’ombra);
  • possibilità di balneazione, perché è pur sempre agosto ed è sempre bello buttarsi in acqua dopo aver fatto tanti chilometri in bici;
  • vicinanza geografica.

Puntando l’ago del compasso su Roma e estendendo la punta dal centro immaginario è rimasta in evidenza una sola zona con le caratteristiche suddette: l’Aquitania, una regione francese oceanica sconosciuta ai più, ma attraente proprio per questo motivo.

Alcuni collegamenti neurali sono venuti a galla, sempre dal solito frullatore: Bordeaux, la duna di Pyla e i paesi baschi, gli ingredienti primari sui quali costruire un percorso ciclabile interessante.

Alcuni collegamenti terra-terra sono risultati impossibili: andare a Bordeaux in treno voleva dire passare per Parigi, poi per Lione, oppure per Lione e poi per Bayonne, oppure per Marsiglia, ma poi sempre per Lione o per Parigi. Quindi abbiamo optato per il collegamento aereo.

Il resto del percorso è venuto guardando le mappe delle piste ciclabili della zona.

Ma questa è solo la premessa, l’idea del viaggio, il resto (percorso e dettagli) lo trovate qui.