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Zaino e/o valigia leggera e essenziale

valigia leggera

Per chi ha passato infanzia, adolescenza e anche un bel pezzo di maturità con l’uniforme degli scout e lo zaino in spalla, dopo anni a ridurre i calzini all’essenziale, a dividere i picchetti della tenda uno per uno e a pesare anche le ciabatte, arriva il momento dello svacco, quello in cui la valigia è enorme e dentro ci hai messo anche il libro da 1000 pagine.

Tutto ciò è successo anche a me, in un viaggio di 4 settimane in cui sono partita con due zaini e anche una borsa supplementare. Ho esagerato, per svariati motivi, primo tra tutti non aver studiato abbastanza la meta e il percorso, ma poi ho fatto mea culpa per tutto il viaggio e ancora dopo ritornando a casa e ancora dopo, quando ho deciso, insieme al coniuge, di ridurre sempre e per sempre il bagaglio all’essenziale.

Abbiamo iniziato così a compilare una lista, che prima abbiamo definito universale, e poi abbiamo declinato in mille varianti intersecabili: abbiamo così la lista mare-bici, quella trekking-moto, quella montagna-mare-bici, quella aereo-mare e via dicendo. Nel tempo siamo arrivati anche a perfezionare l’attrezzattura, investendo in indumenti indistruttibili e poliedrici, e soprattutto in uno zaino perfetto (il MEI Voyageur, di cui magari vi racconterò un po’ di più). Ovviamente ho anche continuato a seguire gli insegnamenti del perfetto zaino scout, e ogni categoria di indumenti ha il suo sacchettino specifico…

Alcune delle cose inserite della lista, che possono sembrare folli, vengono direttamente dai consigli di OneBag, il blog scritto da Doug Dyment, che è diventato un vero e proprio guru del viaggiare leggero (la rubrica per alcuni anni è stata presente anche su Internazionale e alcuni articoli li trovate ancora pubblicati online). Tipo il nastro telato e il tappo universale. Il nastro telato lo abbiamo usato incredibilmente per rattoppare vestiti e in emergenza anche ruote di bicicletta; il tappo universale invece in pratica lo abbiamo usato ovunque per lavare la biancheria: fateci caso ma in molti hotel, ostelli e b&b mancano i tappi nei lavandini, e quindi lasciare ‘a mollo’ magliette e calzini diventa impossibile.
Alcune cose inserite sulle liste di OneBag le abbiamo cassate (come la giacca o l’ombrello), e abbiamo inserito invece elementi come la calzamaglia (utilissima in una notte in tenda in Marocco e da allora in poi in tutte le situazioni in cui arriva il freddo all’improvviso).

Con gli anni alcuni oggetti sono stati sostituiti e/o aggiunti, e al fido zaino sono state affiancate le due borse Ortlieb per la bici; un unico arcano rimane nella lista universale: quelle candele che abbiamo inserito e non abbiamo mai portato nè usato.

(nella foto il contenuto della valigia leggera per il primo viaggio in bici nelle Lande)

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