La funivia di Monte Gennaro, e quello che ne rimane

Negli anni sessanta i Monti Lucretili erano più famosi di oggi, anche se il loro nome forse era conosciuto a pochi. Da Roma si veniva in zona a fare la ‘villeggiatura’, a prendere il fresco all’Hotel Millepini di San Polo dei Cavalieri, a passeggiare al Pratone arrivando con la funivia di Monte Gennaro. Sì, perché fino agli anni 80′ da Palombara Sabina si poteva arrivare in cabinovia fino quasi alla cima di monte Zappi, e fermarsi a mangiare o dormire nell’hotel ristorante ora abbandonato.

La funivia, o per essere più corretti la cabinovia di Palombara Sabina, venne costruita nel 1967 dalla ditta Graffer di Trento (pare che sia molto famosa tra gli amanti di funivie, qualche info la trovate qui), e ha funzionato fino al 1983. Da allora è in stato di abbandono: le strutture e i piloni si stanno man mano deteriorando, l’albergo cade a pezzi (e molti di questi pezzi sono purtroppo di amianto come potete vedere da alcune foto pubblicate su Funivie.org della  funivia come è oggi) ma il taglio sulla montagna si vede ancora da molto lontano.

Per chi abita in zona, quel taglio, quello che rimane della funivia e dell’albergo rappresenta (insieme alle antenne e alla torretta di Cruciani, ma questa è una storia locale interessante che merita un post dedicato) una ferita non solo per la natura ma anche per il senso civico. Sì perché l’abbandono trentennale ha reso quello che poteva essere ancora un volano per il turismo un ecomostro, che nessuno è riuscito a convertire in qualcosa di funzionale per il parco.

Diverse volte sono state annunciate vendite, acquisizioni, cordate di imprenditori, e un paio di anni fa sono anche iniziati dei lavori di ristrutturazione della struttura alberghiera. Oggi a che punto siano i lavori e perché tutto sia fermo è un mistero imperscrutabile; c’è un fermo giudiziario dei lavori, ci sono state polemiche politiche (c’è anche un intervista all’imprenditore che ha avviato il progetto, la trovate su RadioManzo a questo link) ma veramente non c’è alcuna chiarezza su quello che sta succedendo su monte Gennaro.

L’unico segno di questi lavori in corso è un faro che ormai da 3 anni illumina la baita semiristrutturata, una luce visibile già dalla periferia romana, che ci saluta tutte le sere dalla funivia di Monte Gennaro.

 

1 comment on “La funivia di Monte Gennaro, e quello che ne rimane

  1. ALBERTO D' ALESSANDRO

    Ci sono stato sia da San Polo che da Palombara, arrivati lassù un panorama stucchevole ti stimola gli occhi fino all’incanto, non è la stessa cosa per ciò che rimane delle strutture alberghiere , della cabinovia è rimasto il segno del percorso con le relative strutture a sostegno della stessa e niente più. Un’opera da non farsi ma che, una volta realizzata, poteva dare piacere e soddisfazione a chi altrimenti non poteva arrivare con le proprie gambe fin lassù.

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