Mese: gennaio 2012

Costa nella crisi

Sicuramente un cambio di tono: da venerdì sera la comunicazione di Costa Crociere non è smart, friendly, gioiosa e rilassata come una crociera, ma istituzionale e compassata. Sia su Facebook che su Twitter. Lo switch è il più appropriato, soprattutto nel caso di un incidente che ha causato dei morti.

Però, l’istituzionale freddo e compassato non rende l’emozione degli eventi, la rendono invece i commenti degli utenti che si rivelano veri e propri ‘fan’ di Costa Crociere, testimoniando sui social network la loro fiducia nella compagnia e la loro voglia di tornare anche immediatamente a viaggiare con le motonavi. I clienti e gli aspiranti clienti quindi non sembrano aver subito il colpo. Il target sfida la sorte e ritenta la fortuna.

‘Una cosa divertente che non farò mai più’ invece è il reportage di David Foster Wallace sul suo viaggio su una nave da crociera extralusso ai Caraibi. E’ il periodo giusto per leggerlo se non l’avete letto, e immaginare i ‘sorrisi professionali’ al momento del calo delle scialuppe.

Misurare e Classificare

Tra gli strumenti usati per misurare l’awareness sui Social Media il più immediato è sicuramente Klout. Attraverso i suoi algoritmi questa app dà  un valore all’influenza esercitata dagli utenti attraverso la loro capacità di creare contenuti e di suscitare reazioni nella loro audience.

Lo score è ottenuto da tre variabili:

  • True Reach, ovvero il numero di persone influenzate dal contenuto pubblicato;
  • Amplification, ovvero il numero di persone che condividono il contenuto e lo ‘ridistribuiscono’;
  • Network Impact, ovvero la capacitè  dei nostri contatti di influenzare l’intero network.