Mese: dicembre 2011

hulu, Netflix e Apple. dovremo aspettare ancora molto?

Sembra che anche Apple sia quasi pronta a lanciare il suo servizio di tv on demand, o social tv, o tv in streaming. La definizione non è ben chiara, ma il funzionamento sì: ci si collega in rete e si possono vedere in streaming film, documentari e si possono anche scaricare videogiochi.

Servizi del genere sono già attivi negli Stati Uniti, così attivi che hanno già causato il fallimento di Blockbuster (già, perchè Netflix offre agli utenti la possibilità di affittare film online, con spedizione e restituzione via posta). In Italia funzionano a malapena le poste, per non parlare delle connessioni, ma non sarà mica questo il motivo per cui le strategie di mercato dei player del settore non prevedono un rapido sbarco sulle nostre coste?

Ho come l’idea che non sia così: la televisione ha un valore sociale troppo importante in Italia per permettere che venga sostituita da un servizio on demand, dove si vede esclusivamente quello che si vuole vedere.

Un’infografica ci salverà

dall’invasione delle parole inutili. rappresentare una notizia, soprattutto in ambito economico o scientifico, raccontarla attraverso un disegno esplicativo, trasformare i numeri in diagrammi invece che in caratteri semplifica la compresione. e rende il mondo più bello.

funziona più questo? Infografica pensioni Corriere

o l’articolone a supporto?

Secondo me non è difficile. Il problema è che troppe volte le infografiche sono considerata solo ‘disegni’ e non vengono interpretato per il valore divulgativo che hanno.

una volta i vip di twitter erano altri

Era bello quando quando le twitstar italiane erano giornalisti, esperti di web e politici illuminati. Ora la lotta è tra cantantesse, facce da tv e commedianti vari.

Il web è democratico, ma la classifica rivela una percezione del mezzo gossippara e voyeristica, come d’altronde la gran parte dei media generalisti italiani.

Starà diventando anche Twitter generalista?

Assecondare i trend. O dominarli.

Investire nelle tecnologie innovative, assecondando i trend emergenti, richiede un’attenta analisi del consumatore, un timing intelligente e funzionale e la capacità di reagire puntualmente ai cambiamenti repentini che caratterizzano il web. Questo non significa solamente saper ‘spegnere o accendere’ le campagne Adwords, spostare repentinamente budget da un’attività di marketing all’altra. Indica piuttosto la capacità di adeguare i contenuti della comunicazione e sfruttare al meglio le tendenze in atto.

In questo modo qualsiasi budget, anche quello più modesto, può essere gestito con continuità e con la certezza di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il ROI dei social media

Il web marketing strega le aziende con i suoi numeri: concreti. niente più prospettive, proiezioni e dati generici. ho pagato una parola chiave 0,80 cent al clic e ora, dopo 100 clic, ho 1 form compilato (ché poi spiegarlo ai direttori commerciali, agli amministratori e alle varie teste ‘pensanti’ di un’azienda non è poi così facile).

Cioè il web come lo conoscevamo prima dei social network. Prima delle digital PR.

Oggi le cose sono un po’ differenti. L’investimento sui social network – gestione, creazione di contenuti, customer care – non ha un ROI quantificabile immediatamente, ma ha una visibilità  ben misurabile. Possiamo contare i Like, i Friends, ma se il nostro muro è visibile e trasparente, avremo anche altre migliaia di utenti che consultano la nostra pagina in cerca di informazioni. Niente di quantificabile numericamente, ma percebile nel ritorno dell’immagine.